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| 25/02/2008 |
2008 Disabled/Open Midwinter Regatta - February 28-March 2, 2008
St. Petersburg Yacht Club, Florida (U.S.A.) |
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Dal 27/2/08 al 3/3/08 il ns. Sonar 736 sarà impegnato a St. Petersburg, Florida, U.S.A .
Tale regata succede a quella di Rochester che, non dimentichiamolo, ha permesso al nostro equipaggio (e all’Italia) di qualificarsi alle Paraolimpiadi di Pechino di fine Agosto, raggiungendo il primo obiettivo del nostro Progetto.
Perché St. Petersburg?
L’esclusione di Lazzarini di questi giorni, da parte della Commissione Medica del Cip, ha inferto, purtroppo, un duro colpo all’equilibrio del nostro equipaggio, rendendo un po’ più triste il cammino verso Pechino .
Certo, nessuno di noi credeva (e crede) di avere già in tasca il biglietto per Qingdao.
Tuttavia, i “vecchi” di Portland, Hyeres e Rochester, dopo tante battaglie vissute assieme, sotto-sotto, un pensierino lo covavano in cuore, inutile nasconderlo.
Ci mancherà molto in barca, Leo, l’Oceanico!
Se siamo qui adesso a parlare di Pechino, è grazie anche alla sua abnegazione, al suo spirito di servizio, alla sua simpatia, cose di cui, sia chiaro, non intendiamo rinunciare affatto.
Comunque, bisogna guardare avanti. Come si suol dire, lo spettacolo deve continuare!
L’ingresso nel team di due nuove leve (Vittorio Nadaletto, fiocchista formatosi dall’ottimo lavoro fatto sul Sonar “lepre” 735 e Antonio Squizzato, new entry in U.n.v., con buone esperienze in 2.4), ha permesso di guardare con rinnovato ottimismo il futuro.
Dire di rimboccarsi le maniche, adesso, suona come un eufemismo.
Mancano ormai pochi mesi per ricreare equilibri molto difficili da raggiungere.
Non si parla solo di capacità tecniche (soggettive e d’insieme), che, a quanto si è potuto vedere, sono a loro portata; si parla piuttosto della capacità di stare assieme, di “fare” equipaggio, cosa questa ben più difficile, che richiede uno sforzo congiunto per limare caratteri, umori e comportamenti.
Lì, in mezzo al mare, con la pressione della regata addosso, o durante un allenamento, tutto deve avvenire con naturalezza, sapendo ognuno cosa fare, quando farlo, come farlo … meglio se con un sorriso!
Questo i Sig. Tecnici, per quanto valenti, non possono certo insegnarlo: dipende da chi è in barca, dall’intelligenza di chi subisce, dalla saggezza di chi impone, dalla voglia di armonia di ognuno.
St. Petersburg è la giusta palestra per ricreare questo equilibrio.
Diamoci da fare!
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