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| 20/11/2006 |
SAIL FOR GOLD 2006 - RELAZIONE TECNICA SULLA TRASFERTA DI PORTLAND
LE RAGIONI PER UNA GRANDE SFIDA. |
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Un paio di anni fa l’Associazione “Uguali nel vento” decise di acquistare delle imbarcazione a vela, con chiglia fissa, modello SONAR con i seguenti scopi principali:
• dare la possibilità A TUTTI, normodotati e diversamente abili, di praticare lo sport della vela anche navigando in equipaggio;
• aumentare le possibilità di insegnamento e di divulgazione della pratica ricreativa della vela;
• poter introdurre l’agonismo olimpico come disciplina sportiva e mentale per il continuo miglioramento delle qualità volitive dell’individuo.
Inoltre, essendo la barca riconosciuta a livello olimpico e grazie ai nostri Sponsors che ancora una volta ringraziamo (Porto turistico di Jesolo, Provincia di Venezia, Casinò di Venezia, Assonautica di Venezia, cantiere nautico “VZ”) si è voluto anche accarezzare il sogno di potere partecipare alle qualificazioni per le Olimpiadi di Pechino 2008.
Sin da quando sono cominciate le uscite in mare con le nuove imbarcazioni Sonar, però, ci siamo resi conto che vi erano alcune difficoltà tecniche e/o fisiche per ottimizzare il gesto atletico dei membri dell’equipaggio con le esigenze di regolazione “fine” delle manovre, tipica delle competizioni spinte.
Osservando in Internet le fotografie delle imbarcazioni Sonar impegnate in alcune Regate Internazionali, avevamo osservato molte soluzioni tecniche, molti adattamenti delle singole manovre alle esigenze dell’atleta; ma tutto questo era solo in fotografia, molte volte di piccole dimensioni e quindi molto difficile da capire esattamente come riprodurlo; a tutto questo si aggiunga che non sapevamo con certezza quanto era consentito dalle Regole di stazza della Classe Sonar.
Infine, non ci eravamo mai potuti confrontare con altre imbarcazioni Sonar, identiche alle nostre (l’unica altra barca presente in Italia è sul lago di Garda ed è gestita da un’Associazione di non vedenti) e con altri equipaggi agonisti di buona levatura.
Da un punto di vista tecnico la trasferta a Portland-Weymouth in Gran Bretagna, per partecipare alla Gold Regatta 2006, nasce da queste importanti premesse. Ed essa riveste ancora più importanza sapendo che lo specchio acqueo della suddetta baia è già stata scelto come teatro per lo svolgimento delle gare olimpiche di vela della futura Olimpiade di Londra 2012!
Naturalmente tutto il Gruppo di “Uguali nel vento” sapeva che, alla prima trasferta agonistica con trasporto su strada di una barca Sonar, un viaggio di circa 3000 chilometri (andata e ritorno + gli spostamenti locali) sarebbe stato molto impegnativo, una vera sfida.
Ma la sfida è stata accettata ed, invero, le cose sono andate molto bene.
Siamo riusciti ad arrivare sul luogo della Regata con un giorno di anticipo, equipaggio al completo e barca. Abbiamo fatto in tempo a tenere una seduta di allenamento nel pomeriggio precedente la Regata, sullo stesso specchio acqueo dove si sarebbe svolta la competizione.
E poi, finalmente e con grande trepidazione, il confronto sportivo con gli altri equipaggi e le altre imbarcazioni, entrambi molto preparate.
La Regata vera e propria si è disputata su sei prove complessive, delle nove previste, in quanto l’ultima giornata di domenica è stata annullata per condizioni meteo-marine troppo severe secondo le regole della Federazione Internazionale Sport Disabili. Nelle prima giornata abbiamo avuto delle condizioni meteo-marine molto simili a quelle abitualmente avute nei nostri allenamenti nel Nord Adriatico, mentre nella seconda il vento è stato decisamente più fresco.
Nella competizione abbiamo dimostrato buone capacità in partenza e nei lati di bolina, mentre nelle manovre ripetute in rapida sequenza e nelle andature portanti abbiamo fatti alcuni errori e lì dobbiamo ancora raggiungere il livello degli equipaggi migliori. Alla fine della competizione ci siamo classificati al 9° posto su 12 equipaggi partecipanti.
E per quanto riguarda le modifiche e/o i miglioramenti tecnici da apportare alle manovre e/o alle postazioni dei singoli membri dell’equipaggio, abbiamo potuto vedere da vicino molte soluzioni, le più diverse ed artigianali ed abbiamo capito che non esistono soluzioni prestabilite né vincoli ristretti ma, a seconda dell’atleta impegnato in una data manovra ed alle sue personali difficoltà fisiche, si escogitano (anche in modo semplice ed artigianale) le soluzione più funzionali per aiutare il gesto atletico.
Dulcis in fundo, abbiamo conosciuto personalmente molti altri velisti di tutta Europa dai quali abbiamo ricevuti molti inviti per partecipazione a Seminari velici e/o Regate di perfezionamento agonistico; e noi, naturalmente, abbiamo contraccambiato ed li abbiamo invitati nel Nord Italia, sul lago di Garda o al Porto turistico di Jesolo.
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